L’Hotel Titian Inn Treviso rappresenta un punto d’appoggio ideale non solo per scoprire le meraviglie della città denominata la "perla del Veneto" ma anche per visitare ed apprezzare le bellezze naturalistiche, architettoniche ed i percorsi enogastronomici delle cittadine della Marca trevigiana. Recarsi nel centro storico di Treviso richiede davvero veloce, sia in macchina che utilizzando il pratico servizio di trasporto pubblico.
Sono molte le soluzioni per rendere davvero indimenticabili i vostri viaggi a Treviso. Relax, divertimento, opportunità di arricchimento culturale: le vostre vacanze a Treviso sono caratterizzate da un'infinità di punti di interesse presenti direttamente in città o situati nelle immediate vicinanze. Un soggiorno a Treviso offre anche l'occasione per una visita alle vicine città d'arte come Venezia, Padova, Vicenza, Verona.
TREVISO CENTRO STORICO (2,5 km)
Treviso è una città caratterizzata dai colori del suo cuore medioevale, rimaneggiato ed ampliato nei secoli senza essere travisato, bagnato dalle fresche acque di risorgiva di fiumi e canali, tinto allegramente di affreschi e decori.
Il modo migliore per scoprire Treviso è passeggiare per le sue vie e assaporarne il fascino e la storia che si respira. Da Ponte San Martino, vicino alla Stazione Ferroviaria, attraverso Corso del Popolo, si può raggiungere il cuore della città, rappresentato da Piazza dei Signori, che rosseggia delle gotiche merlature del Palazzo dei Trecento e della Torre civica. Proseguendo lungo il Calmaggiore si giunge al Duomo di Treviso, sovrapposizione di stili su fondazioni romaniche, con candida facciata neoclassica. Quindi, proseguendo, si arriva ad incontrare l'imponente cattedrale di San Nicolò, edificio originario del XIII secolo, di fianco al quale si può ammirare la Sala del Capitolo dei Domenicani del Seminario Vescovile affrescata da Tommaso Da Modena. Attraversando le vie ombreggiate della cosiddetta 'città giardino' si arriva in Borgo Cavour, dove è possibile visitare il Museo Civico e, quindi, proseguendo lungo via Canova ammirando le numerose dimore in stile medievale che si incontrano, si ritorna nella centrale Piazza Duomo. Parallelamente al Calmaggiore, addentrandosi verso Piazza San Vito, si può scorgere sulla parte retrostante la piazza medesima il canale dei Buranelli costeggiato da un caratteristico vicolo porticato.
Poco lontana da qui si trova la chiesa di San Francesco, imponente struttura in stile romanico-gotico. I colori della terra e dell'acqua si incrociano all'isolotto della pescheria, su cui si affaccia Cà dei Carraresi, rinomata sede espositiva e teatro di numerose mostre di rilievo nazionale quali “La via della seta e la civiltà cinese”, “Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli” fino alla più recente mostra dedicata al “Canaletto, Venezia e i suoi splendori”.
Procedendo per via Sant’Agostino, ci si ritrova all'ex convento Santa Caterina, divenuto oggi museo che ospita le storie di Sant’Orsola in sale affrescate da Tommaso Da Modena. Da qui, attraverso P.iazza Santa Maria Maggiore, dove si trova l'omonima chiesa, si può raggiungere il punto in cui il fiume Sile incontra il Cagnan, a Ponte Dante; costeggiando il fiume si incontra l'ex ospedale, oggi sede universitaria, e ci si trova in Piazza San Leonardo dalla quale si arriva alla Loggia dei Cavalieri. Di fronte, proseguendo per via Santa Margherita, attraversando l'omonimo ponte, si arriva, percorrendo la riviera che costeggia il fiume Sile, a Ponte San Martino, punto da cui si è partiti.
ASOLO (45 km)
Antico borgo sovrastato dalla poderosa Rocca, "città dai cento orizzonti", regno di Caterina Cornaro e città cara a poeti ed artisti. La favorevole posizione e la felicità del clima fecero di Asolo un centro abitato fin dall'epoca preistorica, e in seguito un importante insediamento dei Veneti. l'Asolo Romana attraversò un periodo di grande crescita. Antichissimo centro cristiano, già nel VI sec. ebbe un vescovo e mantenne la sede episcopale fino al 969 quando divenne feudo del vescovado di Treviso. A periodi alterni tra XI e XIV sec. conobbe l'egemonia di diverse potenti famiglie e, infine, di Venezia. A partire dalla fine del '300 con la dominazione veneziana, la città entrò in una fase di grande splendore: nel 1489 Venezia investì della Signoria di Asolo, Caterina Cornaro, ex regina di Cipro, che diede vita ad una sfarzosa corte rinascimentale di artisti, letterati e poeti, lasciando un'indelebile impronta nell'arte e nell'ideale stesso della città. Venezia diede ad Asolo un importante riassetto urbano e la legò a sé e alla propria aristocrazia in maniera imprescindibile fino alla caduta della Serenissima. Nel 1797 vi fece il suo ingresso Napoleone ed infine nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. Le più importanti personalità legate ad Asolo sono: Eleonora Duse, che fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell’ottocento e degli inizi del Novecento; Robert Browning, poeta e drammaturgo britannico, la cui grande abilità con i componimenti drammatici, soprattutto monologhi, lo ha reso uno dei più importanti poeti della letteratura vittoriana; ed ancora Giosuè Carducci, Igor Strawinsky, Ernets Hemingway.
CASTELFRANCO VENETO (32 km)
Castelfranco Veneto deve il proprio nome al castello ‘franco’ (esente) da imposte per i suoi primi abitanti-difensori. Città murata per sua stessa definizione, conserva quasi integralmente la cinta muraria e le sei torri che si innalzano ai quattro angoli e nei punti mediani di oriente e meridione. Castelfranco Veneto lega indissolubilmente i suoi ottocento anni di storia alla strategica posizione nel Veneto centrale: tappa obbligata tra Venezia, la Germania e le Fiandre, tra l'Europa occidentale e le pianure dell'Est. Città di commerci fin dall’origine e sede d’un antico mercato di granaglie e bestiami, fu inoltre centro delle più svariate attività artigianali e snodo ferroviario di primo livello dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Fu sede di podesteria veneziana dal 1339 al 1797, patria tra il XVII e il XVIII secolo, di uomini di scienza (Jacopo, Giordano e Vincenzo Riccati), di architetti (Francesco Maria Preti) e musicisti (Agostino Steffani). Castelfranco Veneto è universalmente nota per aver dato i natali a una delle figure più straordinarie della storia della pittura: Giorgione (1478-1510), genio misterioso della luce e del colore. Di Giorgione, la fortezza racchiude, due gemme preziose tra le poche riconosciute al pittore: l’ermetico Fregio di Casa Marta-Pellizzari e la celeberrima Pala del Duomo di S. Liberale.
MONTEBELLUNA (30 km)
"Le prime tracce della presenza umana nelle piane del Piave e del Sile risalgono all'età della pietra ". Così comincia la storia di Montebelluna di cui si hanno notizie da storici e da archeologi, concordi sia nelle date che nell' attribuire ai ritrovamenti archeologici, lo stesso arco di tempo. La prima volta che il nome Montebelluna compare nei documenti ufficiali si può considerare datato attorno all'anno 1000. Sorta all'incrocio di importanti vie di comunicazione, si sviluppò in modo celere, grazie al mercato, al quale giungevano genti e merci dalle zone bellunesi, feltrine, trevigiane e padovane. Quando alla fine del 18° secolo tramontò la Repubblica della Serenissima, Montebelluna fu venduta agli austriaci da Napoleone Bonaparte. Nel momento in cui l'Italia si è costituita in Regno, la millenaria Montebelluna aveva il suo centro storico lassù, a quello che oggi è Mercato Vecchio. Appoggiate al dolce declivio delle Rive erano alcune ville sette-ottocentesche ed alcuni palazzi già vetusti erano dentro le antiche mura del Castrum dov'erano gli uffici statali e comunali.
ODERZO (24 km)
Oderzo nasce a metà strada tra i monti del Cansiglio ed il Mare Adriatico attorno all’XI secolo a.c. ad opera dei Paleoveneti. La zona scelta per l'insediamento era fertile e strategicamente importante, perché servita da due fiumi, sicure vie di commercio: il Monticano ed un ramo oggi inesistente del Piave.Pacificamente inglobata nell'area d'influenza della Repubblica Romana, nel 29 a.c., grazie alla Lex de Gallia Cisalpina, ottiene lo status di Municipium e raggiungerà il massimo splendore nel I e II secolo. L’importanza fu tale che all'epoca la Laguna di Venezia fu detta Opitergina ed i monti del Cansiglio, Monti Opitergini. Da questo momento in poi, Oderzo è a pieno titolo parte Roma e partecipa della sua stessa sorte subendo per secoli le pesanti conseguenze delle invasioni barbariche e delle guerre tra Bizantini e Longobardi. Comincerà a riprendersi molto solo dopo l'anno 1000, pure senza mai tornare agli antichi fasti. Viene contesa dalle grandi famiglie feudali della zona, fino a quando nel 1380 passa sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Questo durerà fino all'arrivo di Napoleone nel 1797. La città diventa quindi austriaca nel 1815 e italiana nel 1866. Nel 1917 la ritirata di Caporetto porta alla città gravi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio di varie opere artistiche e architettoniche. A partire dal 1943, è teatro come tutta la zona di asprissimi scontri tra fascisti e partigiani che culmineranno nella strage di Brandolini
CONEGLIANO (36 km)La zona, posta a metà strada tra la montagna e la pianura e punto di passaggio per raggiungere il Friuli, fu da sempre un sito strategico. Conegliano "nacque" nel XII secolo, quando un gruppo di famiglie nobili si organizzò creando un governo di tipo comunale attorno alla bastia, con la conseguente formazione di un borgo. Il castello rimase sempre il centro del potere, sia civile che religioso. Le attività artigianali ed agricole furono incentivate dalla fondazione di numerosi monasteri, per non parlare degli ospizi e delle congregazioni di laici. Con il sanguinoso assalto del 1153, Conegliano fu però subito sottomessa al comune di Treviso che ne potenziò le difese, ricostruendo il castello. Anche con la Repubblica di Venezia, a cui Treviso passò nel 1337, l'opera fu continuata e venne innalzata una cinta muraria che racchiudesse il borgo. Il paese si abbellì anche di palazzi signorili e istituzionali ma la decadenza si fece sentire già dopo la guerra contro la Lega di Cambrai. Nel Settecento il castello, già da tempo in rovina, fu in gran parte demolito per fornire materiale di recupero utile alle nuove costruzioni. Come tutto il Veneto, la città passò a Napoleone e poi agli Austriaci che ne svilupparono l'economia e le infrastrutture. Con la costruzione della Strada Maestra d'Italia e della ferrovia il centro vitale del paese si spostò più a sud, attorno alla stazione. Nel 1866 passò con tutto il Veneto al Regno D’Italia.Nel 1917, dopo la Disfatta di Caporetto, Conegliano fu occupata dagli Imperi Centrali e subì notevoli danni. La città riuscì successivamente a risollevarsi grazie alle ferventi attività economiche (prodotti caseari, vinicoli, ecc.).
Ogni anno, in giugno, nel cuore del centro storico di Conegliano si svolge la manifestazione della Dama Castellana, una partita a dama con personaggi in costume rinascimentale. A settembre, invece, nei locali più caratteristici della città si gioca all'Enodama, torneo di dama in cui le pedine sono sostituite da calici di vino bianco e rosso. Gli scopi dell'enodama sono la socializzazione e la valorizzazione delle aziende produttive del territorio. Conegliano è il paese natale di: Giambattista Cima, meglio noto come Cima da Conegliano, pittore rinascimentale di fama internazionale, le cui opere sono esposte nei più importai musei d’arte del mondo.Paolo De Coppi, ricercatore e scienziato italiano, fa parte del pool che scoprì la possibilità d'estrarre cellule staminali anche dal liquido amniotico. Attualmente è primario chirurgo e ricercatore dell'ospedale pediatrico più famoso d'Europa, il Great Ormond Street a Londra, dove vive con moglie e figli.
VALDOBBIADENE (54 km)
L’origine dell’insediamento umano nel territorio dell’odierna Valdobbiadene risale a circa quarantamila anni fa: sono stati infatti rinvenuti numerosi manufatti che attestano una continuativa presenza umana dall’età musteriana all’età del bronzo ma, per trovare documenti collocabili storicamente, dobbiamo attendere l’anno 1116, quando l’Imperatore Enrico V, arrivato a Treviso per risolvere alcune controversie delle comunità cittadine e rurali, ricevette in udienza straordinaria i rappresentanti “notabili” del territorio e ne definì in via permanente i confini. Percorsa costantemente da lotte e depredazioni, intorno alla metà del XIV secolo cade sotto la dominazione veneziana: si pose così fine alla feudalità e, pur nel rispetto del potere politico della Serenissima, Valdobbiadene, divisa nelle sue quindici comunità rurali (chiamate Regole), ottiene una parvenza di autonomia con l’autogoverno dei Merighi, uomini democraticamente eletti in seno ai capi-famiglia. Con l’arrivo di Napoleone e poi, con la dominazione austriaca, le Regole spariscono e sorgono i tre comuni: Valdobbiadene, San Pietro di Barbozza e Bigolino. La borghesia nascente fatta di mercanti, notai, proprietari terrieri che hanno acquisito le terre della nobiltà veneziana e che hanno nelle mani il potere politico, abbelliscono la piazza di palazzi. Si sviluppa l’industria serica, ad opera della famiglia Piva. Durante la I guerra mondiale il territorio è bersaglio di pesanti bombardamenti e viene evacuato. Con il ritorno e la ricostruzione si sviluppa la coltivazione vitivinicola, fino ai successi degli giorni odierni. Valdobbiadene infatti e la vicina Conegliano, sono considerate le città del vino Prosecco. In particolare sulle colline che ne caratterizzano il territorio vi si produce il VALDOBBIADENE Prosecco DOC e il Prosecco Superiore CARTIZZE. Valdobbiadene è inoltre inserito nel circuito Città del Vino ed è da oltre quarant'anni la sede della Mostra Nazionale degli Spumanti, ora "Forum Spumanti d'Italia". Valdobbiadene diede i natali a Nicolò Boccasino che divenne Papa Benedetto XI dal 22 Ottobre 1303 al 7 Luglio 1304.
VITTORIO VENETO (km 46)
Città simbolo di un momento storico nazionale importante come la conclusione della Grande Guerra, medaglia d’Oro al Valor militare per l’attiva partecipazione della popolazione alla lotta di Liberazione, è tuttavia a pieno diritto città d’arte, ricca di chiese, monumenti e opere d'arte, della musica, del vino, situata ai piedi delle Prealpi Bellunesi. Situata in posizione baricentrica rispetto ai monti ed al mare, ad un'ora di macchina sia da Venezia che da Cortina D’Ampezzo.
In passato era costituita da due centri di origine antichissima, limitrofi ed autonomi, Ceneda e Serravalle che nel 1866 si fusero per formare l'attuale comune di Vittorio Veneto. Al centro tra i due quartieri si è sviluppato intorno alla grande piazza del Popolo l’attuale centro città, e le sedi dei principali servizi amministrativi e istituzionali. Ogni anno a Vittorio Veneto si svolge il Concorso Nazionale Corale "Trofei Città di Vittorio Veneto", che vede confrontarsi i migliori cori provenienti da tutta Italia. La città è inoltre sede del concorso nazionale biennale di violino e delle Rassegne Nazionali D’Archi “Mario Benvenuti”, che rappresentano un punto di riferimento nel panorama dei concorsi italiani rivolti ai più giovani violinisti, violisti, violoncellisti e contrabbassisti. Vittorio Veneto ha dato i natali a Lorenzo Da Ponte, poeta e librettista italiano, noto soprattutto in quanto autore dei libretti di tre grandi opere di Mozart e Umberto Cosmo famoso critico letterario, conoscitore di Dante e San Francesco.
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